Attività
XXXVI SETTIMANA DI STUDIO
Liturgia ed Ecumenismo

25 - 29 agosto 2008
Monastero di Bose
I - 13887 Magnano – (Biella)
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“Dobbiamo credere esattamente come siamo stati Battezzati”
(Basilio di Cesarea, Sullo Spirito santo 27,67)
Se ogni celebrazione eucaristica è la più alta professione di fede della Chiesa, la liturgia, prima e più di ogni altra realtà della Chiesa, custodisce e tramanda il depositum fidei, ovvero ciò che è costitutivo ed essenziale della fede cristiana che, in forme e maniere diverse, è comune a tutte le Chiese cristiane. La grande tradizione ha sempre riconosciuto la liturgia come autentico luogo teologico; per questo essa è anche autentico luogo ecumenico, ossia regola, canone e criterio di ispirazione nella ricerca del ristabilimento della comunione visibile tra le Chiese.
L’Associazione Professori e Cultori di Liturgia consacrando la XXXVI Settimana di Studio al tema Liturgia ed ecumenismo intende rinnovare la consapevolezza del ruolo che la liturgia ha svolto nel passato e ancora oggi è chiamata a svolgere nel dialogo ecumenico. A questo scopo è necessario anzitutto fare memoria dell’apporto decisivo del cammino ecumenico nella formazione della Costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium e il fecondo scambio con le tradizioni liturgiche delle altre Chiese, soprattutto orientali, nel rinnovamento della liturgia cattolica voluto dal Concilio Vaticano II.
Giunto ormai a un secolo di esperienza, il dialogo ecumenico ha conosciuto condizioni culturali diverse e mostra in questi ultimi anni acquisizioni decisive nell’ambito della teologia liturgica e dei sacramenti, come il documento di Lima, Battesimo, Eucaristia e Ministeri e l’accordo sull’Anafora di Addai e Mari.
La recezione di alcuni importanti elementi della riforma liturgica del Vaticano II da parte di altre Chiese rappresenta, non solo una conferma del fecondo e ricco scambio vissuto fin dai primi secoli tra le diverse prassi liturgiche, ma è anche segno del reale cammino di comunione che la liturgia già realizza tra la Chiesa cattolica, le Chiese d’Oriente, la Chiesa anglicana e la Riforma.
“Dobbiamo credere esattamente come siamo stati battezzati”: questa celebre espressione di Basilio di Cesarea che guiderà idealmente la riflessione di questa Settimana di Studio, se compresa nella sua intera portata può condurre le Chiese cristiane di grande tradizione a prendere ancora più consapevolezza che la liturgia, in quanto regola e canone della fede cristiana, è anche regola e canone del dialogo ecumenico.